08_09 Permesso?

09_15 marzo 09 [ 9 pm ]

DESDEMONA E OTELLO SONO MORTI

di e con Roberto Latini e Monica Piseddu
musiche Gianluca Misiti
aurofonia Paolo Carrer
video Pierpaolo Magnani
luci e direzione tecnica Max Mugnai
produzione Libero Fortebraccio Teatro, Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi, Teatro San Martino (Bologna), Infinity Studio

Sviluppato all'interno del progetto RADIOVISIONI, Libero Fortebraccio Teatro presenta Desdemona e Otello sono morti.
Dopo il recente concerto scenico intitolato Iago, le possibilità dell'amplificazione scenica si misurano in una nuova modalità: attraverso la distrazione delle parole di Shakespeare e Boito, in una riscrittura che omaggia l'operazione drammaturgica di Stoppard in favore di Rosencrantz e Guildestern, il nuovo percorso dentro l'Otello si avvale di due tecniche sperimentali: motion capture (già sperimentata nell’Ubu incatenato) e aurofonia (una resa del suono ed immagine nella quale, per mezzo di apposite incisioni sonore e di una particolare disposizione degli altoparlanti, viene resa in modo reale e corretto la tridimensionalità del locale di registrazione).
I personaggi di Desdemona e Otello vengono così ricostruiti nei loro percorsi individuali e comuni e nella relazione tra voce e corpo, senso e suono.

Roberto Latini, autore attore e regista, è nato a Roma nel 1970. E’ fondatore di Fortebraccio Teatro, che, in collaborazione con la compagnia Il Gruppo Libero è responsabile della direzione artistica del Teatro San Martino di Bologna. Presente negli ultimi anni nei maggiori festival o rassegne nazionali (Santarcangelo, Volterra, Castiglioncello, Festival delle Colline, Mittelfest), ha diretto Libero Fortebraccio Teatro nei progetti Dell’anima e delle forme (2000-2002) e RADIOVISIONI.

Libero Fortebraccio Teatro vive della collaborazione artistica di Latini con Gianluca Misiti e Max Mugnai. In particolare, il progetto RADIOVISIONI (nato nel 2003) ha portato negli ultimi anni la compagnia a confrontarsi non con un contenuto ma principalmente con una modalità, cercando di rileggere i confini scritti tra la parola, la musica e il suono: dal mito di Edipo dello spettacolo Buio Re_da Edipo a Edipo in radiovisione (2003), passando per l’approccio metateatrale dell’Amleto intitolato Per Ecuba_Amleto, neutro plurale (2004), fino alle sperimentazioni di computer grafica dell’Ubu incatenato di Alfred Jarry (2005), il progetto è infine stato rilanciato nel 2007 da un vero e proprio concerto scenico intitolato Iago, che ha condotto Libero Fortebraccio ad un’esplorazione dell’Otello di William Shakespeare.