08_09 Permesso?

25 novembre_07 dicembre 08 [ 9 pm ]

IN UN LUOGO IMPRECISATO

di Giorgio Manganelli
con Giovanni Battaglia, Raffaella Boscolo, Paolo Cosenza, Alessandro Quattro, Paolo Scheriani
progetto e regia Renzo Martinelli
elaborazione sonora Luca De Marinis

nell'ambito del Progetto Laboratorio sulle nuove tecnologie per il Teatro in Radio e in TV, in collaborazione con la Struttura Qualità Tecnica della Direzione Strategie Tecnologiche della RAI e Provincia di Milano

prima assoluta

In un luogo imprecisato di Giorgio Manganelli, appena ri-pubblicato nella raccolta Tragedie da leggere dalla casa editrice Bompiani, è un testo a più voci nel quale la suggestione sonora e vocale è la vera protagonista. Per questo, quale vero “campo di battaglia” della parola, un artista del calibro di Carmelo Bene decise di affrontarlo in forma di radiodramma, trasmesso da Radiorai nel 1974, insieme a Lidya Mancinelli.
La piece è ambientata, appunto, in questo “luogo imprecisato”: uno spazio che potrebbe essere allo stesso tempo interno ed esterno, stanza di ospedale o dormitorio, castello o baracca, abitato da protagonisti loro stessi inconsapevoli di dove si trovino. Le suggestioni sonore animano il corpo della piece ed accompagnano la fruizione del testo per tutta la sua durata.
Nell’infinita varietà di spazi in cui potrebbe essere realizzato scegliamo di costruire un’ambientazione sonora (potenziata naturalmente da una scenografia nata per l’occasione) che diventi vero e proprio edificio scenico, nella quale lo spettatore possa sentirsi di volta in volta vero protagonista o semplice testimone dell’atto teatrale.

Giorgio Manganelli (Milano, 15 novembre 1922 – Roma, 28 maggio 1990) è stato uno scrittore, traduttore, giornalista critico letterario italiano, nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia. Parte attiva del Gruppo 63, ha collaborato con numerosi quotidiani come Il Giorno, La Stampa, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, e vari settimanali (L'espresso, Il Mondo, L'Europeo, Epoca). Nei suoi scritti rivela personalissime qualità di prosatore, anche nei suoi periodici interventi sull'attualità, carichi di umori ironici e di spregiudicate notazioni. Nelle sue numerose opere narrative rimase fedele a un’immagine della letteratura come costruzione artificiosa di un mondo sub o sur-reale, dove si colgono i risvolti più angosciosi o paradossali di una realtà fantasmatica.

Muore a Roma il 28 maggio del 1990.