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10_15 febbraio 09 [ 9 pm ]
PICCHÌ MI GUARDI SI TU SI MASCULU?
scritto, diretto e interpretato da Giancarlo Cauteruccio
canzoni e musiche dal vivo Peppe Voltarelli
scene e luci Loris Giancola
costumi e assistenza alla regia Massimo Bevilacqua
produzione Compagnia Teatrale Krypton
«Picchì mi guardi si tu sì masculu? Oppure, mi guardi si tu sì fimmina? Ho sperimentato a lungo nelle arti sceniche, a volte trascurando il corpo, la sua potenza, la sua dirompenza, la sua centralità nella scena. Ma ad un certo punto il vuoto ti attanaglia, il buio ti circonda, la luce ti abbaglia e così ricorri al tuo corpo per tentare di farti coraggio, di farti compagnia, “vista la solitudine nella quale sei riverso”.
Per anni ho cercato in Beckett le ragioni, le vie di uscita, la forza per riconoscere il fallimento esistenziale e per poi vivere
Beckett mi ha aiutato, mi ha fatto da guida per inoltrarmi dentro me stesso, nei ricordi, nelle patologie, nelle visioni, nelle perversioni, nei desideri.
Forse ho capito, anzi, ho capito che i colori sono tanti, diversi e necessari, che le razze sono tante, diverse e necessarie, che i sessi sono tanti diversi e necessari, che le religioni sono tante diverse e necessarie.
Ho imparato a osservare la verità della natura, ho imparato a vivere naturalmente, liberamente.
Ho imparato a capire che la parola diversità è diffusa, ma inutile e inconsistente.
Nel mio teatro negli ultimi anni parlo di fame, di cibo, di ricordi, di follia, di sesso, di poesia e spesso parlo attraverso questo corpo “estremo”, malato. Lo espongo, lo dispongo, lo suono, lo canto, lo ballo, lo urlo, lo piango, lo rido, lo tocco, lo sporco, lo lavo, lo sento, lo vivo. Qui lo faccio insieme al corpo e alla voce di Peppe Voltarelli.
Le sue musiche che vibrano tra l’arcaicità di una lingua antica e la musica di un sentire moderno danno origine a una lingua viva e intensa in un lavoro essenziale, silenzioso».
Giancarlo Cauteruccio, regista-scenografo-artista visivo, è noto in Italia e all'estero per la sua particolare poetica basata sul rapporto tra arte e tecnologia. Il suo Teatro di Luce, gli ambienti video, le performances sul paesaggio appartengono ad una sperimentazione avviata fin dalla fine degli anni '70. Sue opere sono state presentate nei maggiori teatri italiani e in capitali quali New York, Mosca, Oslo, Berlino. Negli ultimi anni Cauteruccio si è impegnato su una importante trilogia Beckettiana e sta attualmente lavorando alla preparazione di una trilogia Shakespeariana che si prevede ambientata in luoghi urbani e naturali, essendo il dialogo tra la parola, il corpo e il luogo altro centrale campo di ricerca dell'artista. La sede operativa stabile della sua compagnia teatrale Krypton è la modernissima struttura del Teatro Studio di Scandicci alle porte di Firenze.