08_09 Permesso?

12_16 novembre 08 [ mercoledì_sabato 9 pm | domenica 6 pm ]

Teatro i Fondazione Arnaldo Pomodoro Napoli Teatro Festival Italia

Presso Fondazione Arnaldo Pomodoro
via Andrea Solari 35 Milano

Teatro i e Fondazione Arnaldo Pomodoro presentano

ENGLAND

di Tim Crouch
traduzione Luca Scarlini
con Paolo Coletta e Mercedes Martini
regia Carlo Cerciello
tecnico audio Giusy Crescenzo
consulenza abiti di scena Daniela Ciancio
costumi Penalty
produzione Napoli Teatro Festival Italia

L’ultimo lavoro di uno tra i maggiori drammaturghi inglesi contemporanei inaugurerà quest’anno la collaborazione tra Teatro i e Fondazione Arnaldo Pomodoro: lo spettacolo si terrà negli spazi della Fondazione, situati nella parte più antica del complesso delle ex officine Riva & Calzoni, tra via Solari e via Savona, in una zona di Milano unica per la concentrazione di attività legate al settore artistico e creativo.
England è un testo sul trapianto, ossia sulla sostituzione di contenuti. England racconta di una donna che subisce un trapianto di cuore. England porta il teatro dentro una galleria d’arte, e una cultura dentro un’altra. England, era il titolo più adatto per una pièce destinata a debuttare in Scozia.
In questo testo si sviluppa l’indagine di Tim Crouch sull’identità dell’interprete in scena: sulla relazione (e sui modi di sostituzione) fra attore e personaggio. La pièce, concepita per essere allestita in una galleria d’arte si trasforma in base alle opere esposte, con cui gli attori sono portati ad interagire. Il testo è un viaggio oltre i confini spaziali consueti. Seguendo i percorsi del commercio d’arte globale, affronta la complessità delle relazioni umane, spostando l’azione da “qui” a Osaka, da un letto di ospedale a una stanza d’albergo a una galleria d’arte – allo stesso tempo spazio di transazione commerciale (di opere e di organi), emotive (nel rapporto di coppia fra i protagonisti), comunicative (teatrale, fra attori, personaggi, pubblico).

Tim Crouch, attore e autore inglese, ha sviluppato negli ultimi cinque anni un applaudito percorso legato a pièce di taglio behaviouristico, che giocano sui comportamenti e sulla messa in discussione delle regole della rappresentazione. Nelle sue acclamate scritture sceniche è evidente un filo rosso: la trasformazione dell’esistenza quotidiana in oggetto estetico, con tutti i rischi che l’operazione coinvolge. Ancora più esplicito è il leitmotiv nella sua ultima opera, England, un lavoro appositamente pensato “per gallerie d’arte”.