Loading...

Beyond Fukuyama

Teatro i

di Thomas Kock
Debutto nazionale

Beyond Fukuyama, del giovane drammaturgo austriaco Thomas Köck, sarà in scena, per la prima volta in Italia, all’interno di Fabulamundi. Playwriting Europe – Beyond Borders?, progetto europeo di cooperazione che sostiene, promuove e divulga la drammaturgia contemporanea in Europa. I partner di Fabulamundi sono quindici divisi tra dieci paesi europei. Per l’Italia, Teatro i è partner insieme a PAV (capofila) e Area06/Short Theatre Festival.


Il progetto ha ricevuto il Premio speciale Ubu 2017.


Teatro i, all’interno di un originale percorso di ricerca per cui, da anni, indaga produttivamente la nuova drammaturgia italiana e straniera, porterà in scena al Teatro Filodrammatici un emergente autore austriaco che indaga, con una forma ed un linguaggio particolarmente originali, il rapporto tra umanità, scienza e tecnologia.


In Beyond Fukuyama immaginiamo un mondo del tutto verosimile, ma, al contempo, portato all’estremo.


Il team del Dottor Phetka sta cercando di individuare quale sia il vero “punto dell’esistenza umana”, alla ricerca della felicità e di un futuro migliore.


Ma nella realtà descritta da Köck – più simile alla nostra di quanto non riusciamo a credere – la standardizzazione delle abitudini, i gusti, i profili e le attività online vengono raggruppati, salvati, analizzati, organizzati e venduti ai decision makers il cui obiettivo è quello di controllare la società eliminando ogni tipo di conflitto sociale. Questi dati, come è ovvio, non possono essere resi pubblici, ma, purtroppo, sarà proprio quello che succederà.

Note di regia – Renzo Martinelli

Francis Fukuyama è noto per essere l’autore del saggio politico La fine della storia, pubblicato più di vent’anni fa, nel 1992. Un saggio al contempo provocatorio e lungimirante, in cui Fukuyama sosteneva che la diffusione delle democrazie liberali, del capitalismo e, in generale, dello stile di vita occidentale avrebbe determinato la conclusione dello sviluppo socioculturale dell’umanità diventando la forma unica e definitiva di governo nel mondo.


In effetti, ancora oggi, risuonano nelle nostre orecchie dichiarazioni d’intenti non molto lontane da questa sua previsione: che cosa significa “esportare la democrazia” se non attuare un tentativo di omologazione a livello mondiale?


E se applicassimo questa teoria all’intero genere umano, cosa accadrebbe? Che ne sarebbe, che ne è oggi, dell’individualità? Che ne è stato della nostra memoria storica? Esiste forse un cambiamento possibile?


Fukuyama, attraverso le parole di Köck, sembra dirci di no.


In questo testo non troviamo personaggi significativi né eroici, nulla vi è di epico in loro, ma solo masse “parlanti” che si dissolvono in individui di per sé poco significanti e figure allegoriche che hanno perso valore: “gli anni ’90”, ” il desiderio” e “la Storia” (inevitabilmente con la S maiuscola) appaiono sul palco, nascono dalle parole di un coro che non può fare altro che dar voce alle “attese disattese” del nostro presente.


Quello a cui si assisterà è la messinscena grottesca e inevitabilmente ridicola di un futuro che non ha imparato nulla. Un coro distrutto, sfibrato, voci contrastanti e personaggi in conflitto tra loro bloccati in un ostinato TUTTOCCHÈY, in un meccanismo che è una formula matematica.


Sesso, soldi, lavoro sembrano i soli ingredienti della felicità. Basta ricordarsi di tenere la bocca chiusa.

Yes.

KEEP YOUR MOUTH SHUT!