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Blondi

TEATRO i

di Massimo Sgorbani
dalla trilogia “Innamorate dello spavento” di Massimo Sgorbani

1934 Blondi nasce. 1941 Blondi viene regalata a Hitler. 1945 Blondi muore.

Blondi ha vita breve, eppure passa alla storia.

Blondi è un cane. Un pastore tedesco. La cagna di Hitler.

Una femmina perdutamente innamorata del suo padrone. Una bestia che mangia, corre, gioca, ansima e muore, cavia di quel cianuro che fu l’unica via di fuga di un’epoca in rovina.

Nel suo racconto c’è fedeltà di cagna, fedeltà di amante, fedeltà di adepta, sottomissione, devozione, preghiera e paura. La paura della punizione, la paura dell’abbandono, la paura dello strapotere dell’amato.

Il mondo che Blondi racconta mostra agli spettatori l’indecifrabile e riempie di significato quello che per il cane non significa nulla: il contesto, ovvero il Nazismo e la sua memoria.

Lo spettatore vede quello che Blondi non comprende: le ferite, gli echi e i suoni della Storia, nella sua interezza.
Così l’artificio teatrale svela l’inganno del ricordo e fa sì che il guaito di Blondi diventi urlo.

Il regista Renzo Martinelli indaga un immaginario che ha sentore d’infanzia e di terrore, quel genere di terrore che solo i bambini conoscono, quando si spengono le luci e dal buio può nascere, ancora e ancora, l’uomo nero.

Innamorate dello spavento è una trilogia in cui l’autore Massimo Sgorbani cattura le voci dialcune donne legate al Führer che precipitano inarrestabili verso la fine del Reich. Tre testi distinti che Teatro i ha affrontato con la regia di Renzo Martinelli e l’interpretazione di Federica Fracassi. Il primo capitolo di questo progetto è Blondi.